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I Neoria di Naxos Prima Colonia Greca in Sicilia


Modellino di Neoria

   Una riproduzione in scala dei Neoria


Sezione frontale dei Neoria

   Sezione Frontale con muri laterali e copertura dei Neoria      

I Neoria di Giardini Naxos

    Il sito  archeologico  dei Neoria di Via Larunchi a Giardini Naxos



            Nel Parco Archeologico Regionale di Naxos di Sicilia da oltre un decennio sono in corso lavori di scavo nelle strutture del V secolo a.C. dei Neoria (ubicati sulla sommità della collinetta di Via Larunchi a poca distanza dai resti della città di Naxos prima colonia greca di Sicilia). Con evidenza esse  delineano  uno scalo costituito al momento da quattro rampe di alaggio perpendicolari alla linea di costa. Contigue e tra loro parallele sono delimitate da muri ed erano coperte da tetti.

Gli arsenali navali dell’Antichità, rimasti a lungo trascurati, di recente registrano un rinnovato interesse da parte della ricerca. Edifici di carattere pubblico con chiara funzione militare, essi rappresentano un’evidenza topografica specifica ed inconfondibile per l’identificazione dei porti, o di loro settori adibiti ad accogliere le flotte militari.

Dagli inizi del V secolo a.C. si assiste nella maggioranza delle città marittime o nei loro scali esterni  allo sviluppo di bacini militari o alla creazione, all’interno dei porti, di settori riservati a navi militari, in entrambi i casi protetti da strutture difensive.

Il Neorion ( ricovero per una nave) è un tipo particolare di rampa di alaggio coperta da tetto. Creato tra il VI e il V secolo a.C. ed in uso sino ad età romana, è una struttura distintiva dei porti militari che permette la loro identificazione. In essi trovavano, infatti, ricovero le navi militari, le Triremi, Queste rimanevano a secco o fuori dall’acqua per lunghi periodi. Per ridurre i rischi di marciume e gli attacchi del parassita Teredo Navalis non solo erano rivestite di pece, ma anche portate fuori dell’acqua nei periodi in cui non erano usate (principalmente in inverno) e sistemate in modo da essere all’occorrenza rapidamente utilizzate. Agli inizi del V secolo gli Ateniesi costruirono neoria al Pireo per la loro nuova flotta e ben presto tutti i maggiori porti della Grecia classica devono aver avuto neoria lungo sezioni della linea di costa all’interno di bacini militari.

 

Altri   Esempi di Neoria:

Attualmente vi sono progetti come quello intitolato “La Navigation du Savoir”, finalizzato alla realizzazione di una ‘rete culturale’ tra gli arsenali storici del Mediterraneo, organizzati per aree geografiche e in rapporto alla cronologia degli insediamenti. Nel Mediterraneo Occidentale, sono stati riportati alla luce imponenti complessi di ricoveri navali tardo-punici di Cartagine e quelli del IV sec. a.C. del Pireo ad Atene.

Le ultime ricerche  che hanno interessato l’arsenale di Naxos di Sicilia condotte dall’archeologo inglese David J. Blackman e dalla Dott.ssa Maria Costanza Lentini direttrice del Parco Archeologico di Giardini Naxos hanno permesso di accrescere il numero di informazioni sulle strutture in muratura e sulle rampe realizzate in sabbia e ghiaia, datati tra la fine del VI e il V sec. a.C., e sull’organizzazione dello spazio interno e dei sistemi di copertura.
Altri importanti approdi del Mediterraneo Orientale e la Grecia sono il porto di guerra di Kition (Larnaca) a Cipro, rilevato dagli scavi e dai rilievi del complesso dei neoria della fine del V sec. a.C.; quello della cala per alaggio larga circa 10 m realizzata attraverso un taglio nella roccia presso la città di Poiessa (isola di Keos) nelle Cicladi e l’articolazione dei ricoveri, muniti di appositi alloggiamenti per le chiglie delle imbarcazioni, del porto di Apollonia di Cirenaica (Libia).
Grande interesse anche per i porti antichi della Campania, come quello di Baia sommersa e di Portus Iulius, indagati attraverso un rilievo svolto con strumentazione integrata multibeam, insieme al porto romano di Miseno, con le strutture antiche parzialmente obliterate in seguito a fenomeni di bradisismo.